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Un’uscita in montagna non vuol dire sempre raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissati, soprattutto se l’obiettivo è ambizioso, come un 3000 in inverno per una via ferrata… in montagna infatti bisogna essere sempre pronti a “fiutare” il momento giusto per fare dietrofront, anche quando si ha già fatto tanta fatica, anche se , come in questo caso , la meteo era perfetta e invitava a salire all’infinito.

Certo potevamo salire , potevamo arrivare in vetta, ma a che prezzo…ebbene credo fermamente che non solo nelle grandi salite ci debba essere nello zaino la parola ritirata, bensì anche nelle salite più semplici, anche nelle passeggiate bisogna avere l’umiltà di riconoscere che siamo ospiti a nostro rischio in certi ambienti e non vale la pena salire per cieca ambizione.

Detto ciò…con molto piacere e per la prima volta , ospito “letteralmente” un compagno di cordata ( e spero nel futuro di poter fare lo stesso con altri ) , prima di tutto perché se si fa alpinismo si condividono emozioni, paure e gioie ed è bello viverle da qualcun altro che scrive , e in secondo luogo perché penso che voi lettori siate anche contenti di sentire qualche altra campana che canta !!! 🙂  Io in questo post contribuisco con le fotografie che ho scattato il giorno della salita…

quindi…Lorenzo…hai carta bianca…:

Di Lorenzo Canella :

“Immaginate, cari lettori, la bellezza di un risveglio in quel di San Vito di Cadore o Pieve di Livinallongo, di buon ora, per un escursione impegnativa nel cuore delle Dolomiti, corredata poi da una bella sauna ed una cena corroborante…


E invece noooo ha ha, parti da Padova, in macchina H. 5,00, modalità più che Raid direi “Cori/Scampa”, corri su per le province di Belluno-Treviso-Padova in ordine di sonno, parcheggia a Cortina, prendi la prima corsa del primo troncone di funivia “Freccia nel Cielo”…e la tutti che ti guardano come fossi un alieno… sarà che io ed il compare Andrea abbiamo due facce da zombie, sarà che siamo gli unici due pedoni in mezzo ad uno stuolo di sciatori, qualcuno si arrischia: “ehm…scusate, cosa state facendo?” La risposta è o, meglio sarebbe: “Ferrata Tofana di Mezzo o Aglio Olivieri”…


Già, sarebbe, perchè purtroppo oggi dobbiamo parlare di un ritiro, ma andiamo con ordine. Scesi dalla funivia presso il rifugio Ra Valles, carta alla mano ci dirigiamo verso il percorso estivo per raggiungere l’attacco della ferrata G. Aglio, seguendo alcune tracce sulla scarsa neve che dopo poco però invertono il loro percorso.


Già l’avvicinamento ci fa sudare, ci inerpichiamo su per un canalone il cui fondo è una specie di Mojito di ghiaccetto/roccette friabili, fortunatamente la pendenza moderata non ci costringe per il momento ad esibire ramponi/picca/imbrago/corda. Il tempo passa, finalmente arriviamo alla scaletta di attacco, rincuorati dal fatto che ora la via sarà evidente. Procediamo in conserva assicurandoci al cavo della ferrata. Mai una volta che si imbrocca la lunghezza giusta, stai corto ed… è troppo corto, stai più lungo e sta sicuro che durante il percorso smuovi l’ira del Signore di sassi in bilico. But you know… it’s climber’s life!


Il cavo scorre dentro ai nostri moschettoni, ma la velocità di crociera causa ghiaccio per terra e tratti esposti (vista la condizione invernale) non assicurati, non è altissima. Notevole la famosa attraversata dello spigolo, ci ha procurato una bella “ghisa” agli avambracci. Oltre a questo punto le difficoltà calano… fino all’attraversamento di un canale in cui la neve s’è mangiata il cavo, quindi approntata un assicurazione sull’ultimo tratto affiorante attraversiamo il pendio non senza qualche brivido. A questo punto dovrebbe essere tutto veramente semplice, il percorso sembra sgombro da neve e ghiaccio, ma l’orologio segna le 13 e mancano ancora 200 mt di dislivello, alle 16 abbiamo l’ultima corsa di funivia per scendere, e onestamente siamo piuttosto frolli.


Decidiamo di raggiungere la via di fuga (un canale che porta direttamente alle piste al momento dismesse sopra i rifugio Ra Valles) e rientrare verso la civiltà. Con le pive nel sacco? Non direi, con una bella esperienza vissuta piuttosto!”

 

splendida giornata invernale nell’ampezzano

Lorenz all’inizio dell’escursione

non li vogliamo solo forti…ma anche belli ! 🙂

all’attacco della ferrata

il famigerato traverso

il canalino incriminato !