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Quando mi viene chiesto come intendo la fotografia , sarà perché è un qualcosa di intimo, di profondo, difficilmente riesco a spiegarlo….è un concentrato di emozioni che mi consente di vivere intensamente la natura,  di respirarne l’aria frizzante dell’alba e del tramonto, di sognare tra le stelle…è in ogni caso il “mezzo” che mi concede veramente di stare in pace con la montagna. Molte volte infatti non nego che quando si è impegnati in una salita alpinistica non si ha il tempo di godere dei panorami che ti circondano, ma si è perennemente sotto una lucida e razionale pressione psicologica volta a raggiungere l’obiettivo prefissato…spesso una cima…  Appena ho acquistato la mia prima macchina fotografica sapevo bene dove mi avrebbe portato questa nuova “passione”, logicamente verso la fotografia paesaggistica in montagna, e chiaramente sulle Dolomiti…  Ho cominciato quindi a scattare sui classici “spot” fotografici montani…Passo Giau, 5 torri, Tre Cime, Carezza ecc. ecc…luoghi certamente suggestivi , certamente affascinanti , certamente ricchi di bellezza…ma ahimè…troppo inflazionati fotograficamente…dove migliaia di persone ogni anno scattano tantissime fotografie.   Ho deciso quindi con il passare del tempo di cambiare stile, luoghi, e soprattutto orari e progetti ( ne è un esempio l’uscita al lago Volaja ) , e questa ultima  gita che mi appresto a raccontare racchiude certamente fotografia ma anche un pizzico di sana avventura in terreno alpino.

L’obiettivo iniziale era la la cima della Tofana di Rozes ( 3225m. ) …da raggiungere all’alba…pazza idea ? no non direi…a patto che si conosca molto bene l’ambiente in cui ci si va a “cacciare” ..( che nel nostro caso abbiamo salito in piena notte) . Questa splendida imponente e alta montagna mi suscita sempre sensazioni contrastanti , la forma slanciata da Cortina ti fa letteralmente sognare , la potentissima parete sud ti intimorisce non poco quando la guardi dal basso…per me è un simbolo…LA MONTAGNA…

L’idea di fare l’alba dalla cima era un progetto che volevo affrontare da anni, da quando avevo salito la prima volta la via normale, eccezionale punto panoramico, con la sua croce di vetta imponente e il panorama indimenticabile. Arriviamo sabato alle 19:00 al rifugio Dibona, prepariamo l’auto con i sacchi a pelo e dopo una frugale cena  ci mettiamo in “branda”, io però non posso perdermi lo spettacolo del tramonto:  Sorapis , Antelao , Croda da Lago…la meravigliosa luce rosata colora le pareti.

 

al tramonto

 

 

il re al tramonto

 

 

La notte passa veloce…in primo luogo per il sonno inesistente , e poi per le sole 3 ore che ci separano dalla partenza dell’escursione notturna…è mezzanotte…un forte vento ha spazzato le nuvole della sera, appena usciamo dall’auto siamo sotto una stellata meravigliosa…

Ci carichiamo gli zaini e ci incamminiamo verso il frequentatissimo sentiero che sale al rifugio Giussani, attraverso il Valon de Tofana. Dopo circa 45 minuti di salita lenta ma costante ci fermiamo per le prime fotografie notturne…atmosfera straordinaria, via lattea , Dolomiti , e temporali all’orizzonte…la luna sorge alle 01:30 …fino a quel momento sarà puro spettacolo e buio pesto ! solo le frontali a indicarci la via di salita.

Proseguiamo lentamente verso l’ultima parte del sentiero  che sale verso la forcella Fontananegra, il luogo dove sorge il Rifugio Giussani. Sono circa le 01:30 quando dopo aver passato il rifugio proseguiamo per la traccia di sentiero che conduce all’attacco della via normale…ci fermiamo di nuovo per scattare altre foto prima che la luna cominci a far luce…abbiamo tempo a volontà,  siamo in piena tabella di marcia , in tempo per l’alba…ci godiamo ancora per un pò lo spettacolo del cielo stellato.

 

una notte incredibile

 

verso un nuovo giorno…quota 3000

 

aurora verso le altre due Tofane

Dopo questa veloce seconda sessione fotografica, rimettiamo gli zaini sulle spalle e proseguiamo a salire per  la traccia ben marcata, poi però cominciano le prime complicazioni, infatti mi ricordo che la traccia per la cima devia a sinistra , e non prosegue dritta ( se si va dritti infatti si arriva alle Tre Dita ) ma non la trovo. Con l’applicazione Tabacco Mapp ( che consiglio vivamente per trekking in dolomiti ) sul telefono noto che siamo andati troppo oltre rispetto alla traccia descritta nella cartina, anche se quella disegnata non fa tanto fede, la Rozes infatti ha mille e più tracce quasi tutte uguali che la salgono , qui bisogna salire a intuito.

Torniamo sui nostri passi, e con l’ausilio delle torce frontali cominciamo a perlustrare in salita le varie rocce fino a quando finalmente scorgiamo i bolli blu sui massi più grandi … è deciso seguiamo questi segni che come un filo d’Arianna speriamo ci portino alla spalla della Tofana a quota 3100m.

Tra zig zag e qualche deviazione per perdita di orientamento,  che ci costringe a fare qualche passo un tantino “azzardato” , bene o male proseguiamo sulla traccia, alle 03:15 l’aurora comincia a farsi notare, pare incredibile ma  già  a quest’ora il chiarore del sole comincia farsi vedere all’orizzonte, a centinaia di chilometri…l’atmosfera con la luna è indimenticabile…stiamo salendo un 3000 dolomitico in piena notte…senza una nuvola in cielo, senza vento…silenzio assoluto…è magia…

 


alle 04:00 siamo nei pressi della spalla…la luce ormai è tale da farci salire senza più utilizzare le torce frontali.
..ora mi ricordo le ultime deviazioni prima della spalla…stiamo andando alla grande…tutto fa presagire l’arrivo in cima…se non che, appena arriviamo sulla spalla ( attorno alle 04:20 ) una visione ci stronca l’obiettivo principale…un traverso…di neanche più di 20 metri ghiacciato…ci “blocca la strada”…

che fare ? siamo sempre al solito dilemma…proviamo a dare un’occhiata…abbiamo in ramponi in zaino ma non la piccozza…solo i bastoncini da trekking…ci fidiamo ? se scivoliamo è finita…facciamo un volo di 2000 metri…mio fratello non se la sente e me lo dice chiaramente appena vede l’ostacolo…non lo biasimo…sinceramente fa paura anche a me la situazione…guardo verso la cima…a non più di 100 metri…abbiamo già salito 1100 metri di dislivello nella notte più buia…dispiace un sacco…ma la decisione è presa ed è quella più saggia…aspettiamo l’alba dalla spalla…Poco dopo esserci sistemati in attesa dell’aurora il cielo comincia a colorarsi ed allo stesso tempo come spesso accade…un’aria gelida comincia a sferzare il punto in cui siamo…dopotutto siamo proprio in balia degli elementi…in un crinale roccioso….

sono le 05:20 quando le (poche) nuvole in cielo si colorano della classica quanto magica luce rosata…il sole sta nuovamente facendo capolino…pochi minuti e sarà una nuova grande esplosione di luce…primi raggi su Marmolada…Piz Boè, Pale di San Martino, Fanis….Olde…al via uno spettacolo quotidiano che si ripete da millenni…di una bellezza primitiva…in questi momenti ci si sente piccoli piccoli…quasi inesistenti in confronto a tanta bellezza…

Questo grande spettacolo si conclude in poco più di 15 minuti, l’alba risveglia la vita a valle come nei rifugi in quota, noi invece siamo svegli da molte ore…è tempo di scendere, e di fare attenzione…perché questi sono i momenti più delicati, la tensione cala e l’attenzione scende di conseguenza…cominciamo ad affrontare i ghiaioni verso il Giussani , dove arriviamo alle 07:30…il rifugio lo troviamo bello pieno ma c’è ancora un tavolo libero dove ci accomodiamo…tutti a fare colazione quindi…chi la fa appena sveglio , chi invece la fa dopo aver fatto un’alba a 3000…non sai mai chi puoi trovarti di fianco…a parte gli scherzi dopo un paio di caffè siamo nuovamente in marcia in discesa verso il rif. Dibona…dove arriviamo alle 08:30…e via di nuovo verso casa e il meritato riposo…

 

cintura di venere sopra la Regina Marmolada

 

tra le tante …Pale di San Martino

Si conclude quindi una nuova entusiasmante esperienza…un tour de force che però ha dato i suoi frutti…quello che mi porto a casa da questa uscita è la consapevolezza che nessun progetto è troppo strampalato o pazzo ( nei limiti del possibile ). Se si pianifica nei particolari l’uscita e si valuta molto attentamente la meteo, la montagna può regalare come sempre delle esperienze uniche.

Spero di avervi trasmesso un briciolo della magia di questi luoghi.

Alla prossima

Andrea