
Finalmente sono salito al “Chiggiato” per la prima volta…MEA CULPA…purtroppo non c’era mai stata occasione di ammirare il panorama dal meraviglioso pianoro sul quale sorge questo famoso rifugio. Una giornata di primavera con delle previsioni meteo molto buone mi ha invogliato a salire i quasi 1000 metri di dislivello che separano il parcheggio di Praciadelan ( in val d’Oten ) a questo balcone naturale affacciato su molte delle cime delle Marmarole e non solo. La stagione 2026 parte quindi con una bellissima mezza giornata passata a gustare aria tersa, bel sole e l’ottima compagnia di mio fratello.
Il punto di partenza è posto alla fine della strada asfaltata della val d’Oten, che si risale da Calalzo di Cadore. La strada termina nei pressi del Ristorante “alla Pineta”, si parcheggia in zona molto ampia e comoda e si comincia a salire per strada bianca lasciando sulla destra il ristorante ( sentiero CAI 256 ). La val d’Oten è un’autentica perla, solca da sud il gruppo delle Marmarole alzandosi dapprima gradualmente e poi più decisamente verso la Capanna Alpina e più in alto verso il rifugio Galassi alle pendici dell’Antelao. Si è sovrastati da alte e impervie pareti che fortunatamente oggi sono imbiancate dall’ultima nevicata.
Visto il grande contrasto tra luci, ombre, neve e roccia decido che oggi l’uscita escursionistica sarà dedicata alla fotografia in bianco e nero, dopotutto vogliamo ritornare a casa dopo pranzo quindi ci possiamo scordare le calde luci del tramonto. Ci saranno invece dei contrasti più marcati tra i vari elementi e questi ingredienti sono fondamentali per esaltare questa tecnica.

Dopo circa 20 minuti di camminata in leggera salita imbocchiamo la deviazione verso destra sul sentiero CAI 260, poco dopo le pendenze aumentano, il sentiero risale il versante ovest del colle dove sorge il rifugio con delle rampe inclinate che lasciano poco tempo per rifiatare. Zigzagando in mezzo al bosco anche la visuale ne giova e la mole imponente dell’Antelao comincia a manifestarsi in tutta la sua bellezza. Si nota distintamente il settore delle famigerate “laste”, i lastroni inclinati che sono un punto delicato della via normale di salita, e più su il castello sommitale poco prima della cima…che sia l’anno giusto per provare a salire alla “corte del Re” ?? vedremo…intanto lo possiamo corteggiare per bene !

Il sentiero dopo questa parte inziale molto pendente molla la presa dopo circa 500 metri di dislivello, si rientra nel fitto bosco e con alcune rampe meno ripide guadagna i 400 metri di dislivello rimanenti in modo più graduale. Dopo circa 45 minuti siamo in vista del pianoro dove sorge il rifugio in posizione super panoramica. Una visuale a 360 gradi coccola l’occhio, non ci rimane altro che sederci per un pranzetto con vista unica e irripetibile.

Sebbene la sagoma dell’Antelao sia una calamita per l’attenzione questa terrazza naturale regala bellissimi scorci su molteplici gruppi montuosi, ad est gli Spalti di Toro con le loro forme aguzze e le singolari torri di roccia, il Duranno sempre bellissimo con la sua forma a scudo svetta isolato e slanciato, a nord invece le selvagge Marmarole con la Croda Bianca il Cimon del Froppa e molte altre cime impervie…la fama di questo rifugio è giustificata…è veramente molto bello.







Poco dopo aver pranzato ci godiamo i raggi di sole che scaldano l’atmosfera, nel frattempo i tavoli del rifugio si popolano di numerosi escursionisti…sebbene il rifugio sia chiuso c’è un bel trambusto…non oso immagine in piena stagione 🙂 , sempre meglio frequentare questi luoghi in periodi un po’ “fuori mano”.
Non ci resta che salutare le varie comitive e dopo gli ultimi scatti cominciamo la discesa che ci riporta a valle in poco meno di due ore con le dovute soste. Un’uscita semplice quindi, ma mica bisogna sempre demolirsi con orari killer e dislivelli proibitivi…a volte la montagna vissuta da “merenderos” ha i suoi vantaggi… 🙂
il tempo è poco, i progetti sono sempre troppi…speriamo che sia un 2026 ricco di salite e mete conquistate come il 2025
alle prossime
A N D R E A