Rifugio Chiggiato, escursione primaverile nel fantastico universo delle Marmarole, ottimo inizio di stagione..
5 Giugno 2026

Il silenzio…il rumore del silenzio…questo dovrebbe essere ciò che ci spinge a programmare ogni nostra uscita in montagna, veniamo quotidianamente “bombardati” da articoli dove si enfatizza l’eccessivo turismo, le code agli impianti di risalita, l’immancabile cafone di turno che si tuffa a Braies…e io come tanti ci chiediamo…ma che ci andate a fare? veramente volete ridurre la montagna ad una storia su Instagram? che dopo 24 ore scade ? No, la montagna non scade, la montagna è li, c’era prima di noi e ci sarà dopo…ma allora cosa aspettiamo ad esplorare quei luoghi, quegli angoli, quegli scorci che ci possono fare assaporare la sua vera anima?…questi angoli diversi, fatti di silenzi e pace poco frequentati dalla massa…

Ebbene…questo fantomatico silenzio l’ho trovato e ne ho goduto, seppur per poco tempo, nell’escursione che vado a raccontare di seguito. Da tempo volevo visitare l’altopiano dei Piani Eterni…un luogo desolato ma bellissimo, poco frequentato e difficile da raggiungere ( ma non troppo ), spingendomi oltre salendo anche una cima dal nome iconico…il monte Mondo.

Un’escursione che si è rivelata impegnativa, con dislivello importante e sviluppo considerevole..ma la difficoltà è stata direttamente proporzionale alle meravigliose sensazioni di libertà, di respiro e di panorami ammirati…soprattutto per il numero degli altri camminatori incrociati che a fine giornata conterò sulle dita di una mano.

Il luogo di partenza è il Lago della Stua…splendido specchio d’acqua ( seppur artificiale ) della val Canzoi..dopo una veloce colazione al Bar poco sotto al lago parto di buon ritmo costeggiandolo su lato sinistro…dopo i primi 20 minuti perlopiù pianeggianti seguo il segnavia 802 che devia bruscamene a destra…qui la pendenza cambia immediatamente e comincia a fare sul serio nel giro di 50 metri…rampe molto inclinate che non mollano, tornanti stretti di questa forestale che si inerpica sul versante della montagna senza lasciare tregua…è sicuramente un buon allenamento per le gambe…il bello ( o il brutto dipende dai punti di vista ) è che per i prossimi 1000 metri di dislivello sarà così, una mattanza per i polpacci…

Decido di affrontare la prima parte di salita al 100% delle mie forze, sono fresco e posso scavalcare la prima difficoltà di giornata in modo relativamente facile. La strada si inerpica nel fitto bosco, e sebbene ci sia un’umidità pazzesca ( il giorno prima ha piovuto molto ) si sviluppa tutta in ombra…proseguo senza sosta fin quando l’orologio non mi segna +500 metri di dislivello. Decido di riposare 5 minuti…e poi riparto…sono ansioso di vedere per la prima volta questo nuovo luogo che voglio “sbloccare” da qualche anno a questa parte…

Il punto di partenza..il lago della Stua avvolto dalle nebbie mattutine
la valle stretta ed austera che porta a casera Cimonega
nel bosco, salendo verso i piani Eterni

Arrivato ad una nuova segnaletica, seguo la deviazione a sinistra per la “direttissima”, un tratto di sentiero denominato “il Prozil” che mi consegnerà direttamente sull’altopiano…qui bisogna affrontare un breve tratto attrezzato con una scaletta, ma nulla di preoccupante…siano nella seconda parte della salita negli ultimi 200 metri di dislivello e come per magia la violenza delle rampe iniziali lascia spazio ad un sentiero stretto nel bosco ma dalla difficoltà più contenuta…la montagna quasi ti dice : “Bravo ! hai superato le difficoltà iniziali, adesso ricomponiti, riposati e preparati ad entrare in un nuovo mondo “…ed è esattamente così…dopo poco la vegetazione cede il passo ai prati, che si aprono all’improvviso lasciando l’occhio impreparato a tale bellezza…dall’ombra al sole, dalla vista costretta nel bosco all’ampia, bellissima e aerea veduta dei piani…che magia !

nei pressi del “portale” sui piani Eterni
l’altipiano dei piani Eterni, il monte Mondo è nel centro della foto, la “gobba” erbosa

E’ difficile spiegare la bellezza di questo luogo…le cime sulla sinistra che declinano su questa ampia radura impreziosita da due malghe…le vacche al pascolo con i campanacci a fare da cornice…a destra la vegetazione bassa e rada costellata di pini mughi…è spettacolare…dopo una piccola pausa contemplativa, scendo sulla piana e mi dirigo verso le malghe puntando alla meta di giornata…il sole picchia forte ma proseguo senza sosta…passo casera Brendol e poco dopo anche malga Erera ( aperta nella stagione estiva ) .

Devio subito sopra alla malga nei pressi di una stazione meteo e mi addentro in una piccola valle con tantissimi fiori e molte marmotte..qui il sentiero si perde..l’erba è alta ( non nego di avere un pò di timore per le zecche…benedetti pantaloni lunghi ! ) e in salita cerco di puntare alla sella poco sotto la cima, che raggiungo non senza difficoltà. La vista appena arrivo alla sella è spettacolare perchè si apre a nord verso Agner, Pale di San Martino, Civetta e Moiazza.

verso Civetta e Moiazza dalla forcella
paesaggi incontaminati
la cima dista pochi metri…sono sulla sella

Verso ovest invece è il gruppo del Cimonega a catturare l’attenzione…Piz Sagron ( salito qualche anno fa ) e Sass del Mura ( progetto futuro ? chissà ), sebbene le nubi della mattina non facciano vedere perfettamente tutte le cime con nitidezza è innegabile il colpo d’occhio da questo punto di vista. Proseguo quindi in salita sulla cresta, seguo un’esile traccia che poco dopo mi consegna sulla cima…mi concedo una pausa di qualche minuto…dopotutto sono in cima al MONDO. 🙂

dalla cima del monte Mondo
purtroppo Pale di San Martino e Agner sotto le nubi

Dopo questa ottima pausa rigenerante ( con tanto di Radler in lattina portata in spalla 🙂 ) decido che è ora di scendere, le gambe stanno bene, sono solo le 10:30 quindi c’è ancora buon margine per integrare l’escursione con qualche altra salita, scendo in velocità direttamente a malga Erera e decido di risalire la valle in direzione della Forcella dell’Omo. Il sentiero sale deciso ma sempre regolare e molto spettacolare, si addentra nella valle in mezzo ai pascoli in fiore donando bellissime viste sul monte Brendol, dove si possono ammirare le pieghe geologiche ben note di questa zona. Manco a dirlo non trovo nessuno nei paraggi, solo una flebile brezza che di tanto in tanto facendomi compagnia mi dona un pò di refrigerio dal grande caldo

il mnte Brendol con le pieghe geologiche
ancora qualche particolare delle pieghe geologiche, molto belle

Continuo la salita, vorrei provare a salire proprio il monte Brendol, ma avvicinandomi mi rendo conto che sarebbe molto dura, ho sulle gambe circa 1600 metri dislivello, non sono più freschissimo, ma di sicuro ce ne sarebbero altri 3-400 metri in più da aggiungere…mi sembra un azzardo…allora decido di dirigermi verso la forcella dell’Omo, non la raggiungerò ma voglio dare un’occhiata ancora una volta alle vicine cime del Gruppo del Cimonega…in circa mezz’ora arrivo alla sella con splendida vista sulle pareti…stupendo !

Sono appagato, contemplo il panorama ancora qualche minuto e poi decido di scendere definitivamente nuovamente sull’altopiano per poter pranzare, decido di fermarmi alla casera Brendol, che funge da bivacco, con panche e tavoli…ne approfitto per riposare dopo l’intensa mattina… dopodichè decido che è ora di scendere a valle definitivamente…

un ultimo sguardo al Brendol prima di scendere per il pranzo
Punta del Comedòn e Corno del Comedòn

E’ stata un’uscita meravigliosa, con sensazioni di purezza e solitudine come non ne vivevo da tempo…sicuramente questi luoghi saranno oggetto di nuove escursioni e ascensioni perchè regalano quel senso autentico di montagna che quando lo sperimenti fai fatica a privartene.

alle prossime uscite.

A N D R E A