
Il monte Mulaz non l’avevo ancora salito, negli anni ne avevo calcato i sentieri per raggiungere il famoso e frequentato rifugio posto poco sotto la cima, ma mai avevo proseguito ( vuoi per mancanza di tempo, vuoi per pigrizia ) verso la vetta di questo monte ben riconoscibile dalla Val Venegia.
Dal rifugio sono poche le centinaia di metri di dislivello che ti separano dall’inconfondibile e singolare “croce di vetta” di questo monte, composta da una torretta con una campana che in estate si sente riecheggiare più volte al giorno. La bellezza di questa cima è in ogni caso la magnifica vista che si gode verso tutte le direzioni…se infatti verso sud le Pale la fanno da padrone, anche ammirando gli altri punti cardinali la vista è comunque impareggiabile. Particolare è anche il fatto che dal rifugio non si goda di questo spettacolo ma che mano a mano che si sale dalla forcella il panorama si apra via via come un’autentica ricompensa per l’escursionista.
E’ sabato, la meteo è tersa senza una nuvola in cielo, arrivo al passo Rolle poco dopo pranzo, ho deciso di partire per la mia escursione proprio da qui. Lascio l’auto nell’affollato parcheggio al passo e mi dirigo verso la baita Segantini per gustarmi la solita bellissima cartolina, con il Cimon della Pala di fronte, la Vezzana e i Bureloni. Salgo di buon ritmo, ovviamente mi imbatto in un’orda di camminatori che sta cominciando la discesa verso il parcheggio del Rolle, io mi fermo a fare qualche bella fotografia che per fortuna non fa risuonare il frastuono di così molte persone attorno a me, ma tantè…è sempre uno dei luoghi più frequentati delle dolomiti quindi non mi resta altro che cercare di forzare l’andatura per togliermi il prima possibile dalla confusione.
Con mia grande sorpresa arrivato quasi alla baita mi accoglie un nutrito gregge di pecore tenuto a bada da grandi pastori maremmani…che spettacolo ! stanno pascolando proprio in posizione privilegiata verso le montagne, non mi resta che tirare fuori la macchina fotografica e cominciare a scattare qualche fotografia !


Sono al laghetto di baita Segantini, nessuna sosta, lascio sulla destra la famosa baita e comincio la discesa verso la val Venegia…la meta è di fronte a me, ma da questo punto alla croce di vetta mi aspettano ancora 900 metri di dislivello, sarà bene sbrigarsi per farsi trovare pronti all’appuntamento con il tramonto…d’altronde…lui mica mi aspetta 🙂
Scendo veloce verso il fondo valle agevolato dalle numerose scorciatoie che tagliano di netto la larga carrabile fino ad intercettare la traccia che, a mezza costa, andrà ad intercettare il sentiero di salita al Mulaz…continuo la salita intervallando buon ritmo ad alcune pause rigeneranti.


Nel frattempo il sole sta scendendo, incontro parecchi escursionisti in discesa, questa volta dal rifugio Mulaz, e alla domanda “dove vai di bello ?” seguita dalla mia risposta “in cima per il tramonto” le risposte sono sempre di stupore…ma anche di perplessità…dopotutto sono da solo ( ancora una volta 🙂 ) e mi rendo conto che è sempre un pò inusuale vedere qualcuno che sale quando tutti scendono a valle…io proseguo, divertito !


Arrivo alla forcella verso le 17:00, il sole ormai sta scendendo a ovest e io sono in perfetta tabella di marcia…se infatti il suo tepore ora è tangibile, so anche che non appena scenderà verso l’orizzonte il freddo sarà pungente, non bisogna mai farsi ammaliare dal calore del giorno nelle mezze stagioni, la sera porta con se anche il gelo, e se pensiamo che la cima sarà di poco sotto i 3000 metri ( 2906 mt. ) il piumino sarà compagno fidato nelle fasi “salienti” di questa escursione.

Dopo una breve sosta alla forcella prendo la traccia in salita verso nord, che risulta molto “leggibile” , trovo bolli rossi e ometti di pietra e salgo regolare nonostante il peso dello zaino e dell’attrezzatura. Dopo qualche passaggio un pò delicato, arrivo finalmente nei pressi della vetta…la campana è li, immobile che aspetta solo la mia mano…prendo la cordicella e faccio risuonare il suo inconfondibile suono…” DIN-DIN-DIN “…e poi il silenzio…mi siedo.
Sono le 18:00, il freddo comincia a farsi pungente, la luce nel frattempo si carica di colore rosso, sarebbe ancora più epico avere qualche nuvoletta nel cielo ma pazienza! prendiamo quello che abbiamo come un dono meraviglioso…da solo in cima, a quasi 3000 metri a gustarmi il sole che saluta il giorno e colora le cime attorno a me…



Ad un tratto ad est compare la luna piena dietro alla Moiazza, non esito un secondo e installo il teleobiettivo sulla macchina fotografica, e comincio a scattare. Nel frattempo i grandi tremila delle dolomiti cominciano a colorarsi di rosso intenso, non solo le Pale di fronte a me, ma anche Civetta, Pelmo, Tofane e Marmolada.




E’ sempre bello sperimentare la frenesia di questi momenti, l’occhio sembra quasi non saper dove posarsi e notare particolari e sfumature che solo al tramonto e all’alba si possono intravvedere, per circa 15 minuti è sempre un : togliere-mettere obiettivi alla macchina fotografica, spostarsi correndo qua e la per cogliere la migliore angolazione, il particolare più affascinante, lo spigolo illuminato dal sole o la guglia dalle forme particolari…e poi…d’un tratto la luce si fa fioca, il sole scende sempre di più e come tutto comincia…tutto finisce…


Sono le 19:00, la temperatura precipita in un lampo…mi metto subito il piumino, raccolgo tutto il materiale, sistemo nello zaino la macchina fotografica e salutata di nuovo la croce di vetta, con l’ultima luce del giorno comincio subito la discesa verso valle…anche se non c’è alcun pericolo oggettivo voglio scendere velocemente almeno fino alla forcella per evitare di sbagliare strada e mettermi nei pasticci…Per fortuna la luce risulta ancora sufficiente da concedermi di scendere tranquillamente.
Sono contento, le difficoltà sono superate, ora mi rimane solo da stare concentrato alla luce della frontale per tornare all’auto…scendo a ritroso il sentiero fino alla val Venegia, e risalgo la strada bianca alla volta della baita Segantini, per poi ridiscendere nuovamente al Rolle dove arrivo alle 22:00 accompagnato da una bellissima luna piena che mi consente di camminare addirittura senza la frontale accesa, ascoltando il verso del bramito dei cervi che sono in “amore”…sensazioni difficilmente spiegabili !
Alle prossime uscite !
A N D R E A